Privatizzazione acqua, tornano a ruggire i sindaci “dissidenti”

di Giorgia Lattuca

[singlepic id=1038 w=320 h=240 float=left]Dopo la decisione del Consiglio di Giustizia amministrativa che ha dichiarato inammissibile per meri vizi procedurali il ricorso contro l’affidamento del servizio idrico integrato alla Girgenti acque, i sindaci “dissidenti” non demordono e annunciano “necessario continuare con le iniziative popolari già intraprese”. Lo hanno ribadito ieri sera a Realmonte durante un vertice per confermare le ragioni del “No” alla privatizzazione del servizio idrico integrato e mettere a punto nuove iniziative di lotta. “Siamo già oltre 70 comuni in Sicilia con un totale di oltre 670 mila abitanti, dunque ben oltre il quorum di 500 mila richiesto dalla legge per la presentazione di un testo di iniziativa popolare all’Ars – ha spiegato il primo cittadino di Menfi, Michele Botta, uno dei tre firmatari della proposta di legge – Ciò ci fa ben sperare e continueremo con l’obiettivo di raccogliere il risultato più alto della nostra mobilitazione per l’acqua pubblica, raggiungendo il milione di abitanti”. Dopo il sit-in del 25 novembre a Palazzo dei Normanni, in cui i sindaci hanno ottenuto il secondo parere favorevole di tutti i capigruppo Ars per l’esame rapido della proposta di legge, i capigruppo avevano presentato un ordine del giorno unitario per sospendere, fino al 31 marzo, i commissariamenti nei comuni che non hanno consegnato gli impianti al gestore privato.

 

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