Favara – La politica in pellegrinaggio da San Vittorio Sgarbi

di Franco Pullara

sgarbi-41[1]Il santo ha fatto il miracolo aprendoci gli occhi e rivoltando i termini della questione da tutti colpevoli a nessuno è colpevole.

La trasmissione di Barbara D’Urso doveva essere il confronto in diretta tra il sindaco Russello e l’ex sindaco Airò sul “campo” delle case popolari da circa dieci anni in attesa di assegnazione, ma il santo ha fatto il miracolo togliendo la politica dalla brace.

La responsabilità adesso non è attribuibile ai sindaci, ma alla mafia, agli iter burocratici, alla Regione, al clima, al fato e l’elenco è lungo.

Si è anche scoperta l’acqua calda. A Bellavia è mancato il lavoro, che se l’avesse avuto, diverso sarebbe stato il destino della sua famiglia.

Insomma, sono stati dieci minuti di spazzatura allo stato puro.

Di più, si è fatto spettacolo e protagonismo sulle disgrazie di una città che, per sua fortuna, sa reagire.

Santo Sgarbi grida e parla per tutti, mentre il suo collega sindaco di Favara e i consiglieri comunali stanno in silenzio senza cercare di guadagnare il centro della scena. Nessuna seduta straordinaria del civico consesso, nessuna dichiarazione di singoli politici ha infranto il silenzio rispettoso del dolore.

Bellavia è riuscito, nella trasmissione, a dire cosa fa la differenza tra lui e il santo: i soldi.

Si è vista l’arroganza da una parte, mentre dall’altra c’era l’imbarazzo, la voglia di porre rimedio e il vero rispetto per quanto è accaduto. I favaresi, dal canto loro, sperano che il miracolo mediatico nazionale non li coinvolga, ché il sacrificio delle due bimbe deve rappresentare il momento del cambiamento e della presa di coscienza. Restano attaccati al “tutti siamo responsabili”, ché tutti dobbiamo cambiare.

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13 Responses articolo: “Favara – La politica in pellegrinaggio da San Vittorio Sgarbi”

  1. Caro Franco,
    sono pienamente d’accordo con te quando dici che “l’argomento meritava e merita una diversa e più rispettosa analisi”, e ancora quando dici “Vigilare il territorio è ordinaria amministrazione”; un concetto quest’ultimo veramente da approfondire, per vedere che cosa include e quindi eventuali inadempienze. Ed infine, d’accordissimo che “Il rinnovamento di Favara passa proprio dal giudizio che ognuno farà su stesso, prima di giudicare gli altri”.
    In questi giorni, mentre lavorano attivamente le ruspe per le vie di Favara, fermandomi un po’ a guardare, più di una persona mi ha detto: “Crede lei che cambierà qualcosa per Favara ?”. Al che io ho risposto: “Cambierà qualcosa, se cambieremo noi”.
    Ma dopo questo, consentimi di dire che proprio per quel tipo la trasmissione, a mio giudizio, meritava un’impostazione diversa. Non si tratta di offrire il microfono, punto e basta. Sicuramente la carica di emotività che la Barbara aveva e quindi necessariamente alimentava, aggiunta alla presenza dei familiari, con la conseguente spettacolarizzazione del loro dolore, non creavano le migliori condizioni per un dibattito sereno, oggettivo, serrato, impietoso, a cui bisognava unicamente puntare, giornalisticamente parlando. Sappiamo tutti bene poi, che eventuali responsabilità penali non spetta ai giornalisti decretarle. Non c’è nulla di più ingiusto e antidemocratico dei processi penali sommari, fatti in piazza o…forse oggi si deve dire…alla televisione,
    A parte poi le gomitate dei candidati sindaci (ma sicuramente non bisogna generalizzare), il modo come era partita la trasmissione, io credo che faceva guardare ai due sindaci di Favara presenti, come a responsabili della morte delle due povere ragazze. E questo chiaramente mi appariva inaccettabile. Oggi ci sono sindaci che temono per la loro incolumità fisica e dei loro familiari. In un clima avvelenato può succedere il peggio. La Barbara di Canale 5 dovrebbe meglio degli altri considerare anche questo, specie dopo l’episodio toccato a Milano a Berlusconi.

    #1009
  2. Massimiliano Palmas

    L’uomo non ha mai avuto la capacità di asserire il fatto che la Barbara D’Urso avesse un salotto culturale idoneo a trattare un argomento così delicato, certo l’importante è fare audience e tutti i ben pensanti si aspettavano la replica dell’ex Sindaco di Favara Lorenzo Airò, ma dopo la pubblicità è andato in onda un balletto. Si è vero la giornalista presentatrice usa dei toni addolorati e di indignazione, ma sicuramente vi stavano tutti perchè comunque è necessario svergognare certi andazzi della politica, ma la prima domanda da fare ai coniugi Bellavia era la seguente:, e poi a seguire: Personalmente mi dispiace solo una cosa, nessuno dei due sindaci ha avuto la capacità, la forza di ammettere le proprie responsabilità, ma hanno cercato solo di discolparsi in modo veramente patetico. Ha avuto ragione Sgarbi quando ha detto che Favara è una realtà tristissima, ma è triste Agrigento, è triste Palma Di Montechiaro, è triste Gela, ma anche Palermo, è triste tutto il meridione, non solo la Sicilia. I sindaci sono responsabili, ma chi è il sindaco che ha preceduto Airò? E chi dirige l’Ufficio tecnico? Questo dirigente prenderà il premio di produzione quest’anno? Io ho imparato solo una cosa, che se piove o se fa vento le case di chi ha un lavoro non crollano. La colpa di Bellavia? Non ha lavoro, oggi non avere lavoro è una colpa. Mi chiedo se il sig. Bellavia sia figlio di un notaio, o di un medico o di un sindaco, la sua colpa è di essere nato povero in un quartiere dove si deve lottare per sopravvivere, dove per portare da mangiare alla famiglia forse devi rubare, o forse devi spacciare o forse devi fare qualche cosa di più grave. La famiglia Bellavia ha pagato un prezzo altissimo, i Favaresi hanno un motivo in più per vergognarsi e la politica ha fallito. La Chiesa? Beh quella ci da la Speranza di una migliore vita ultraterrena. Sapete cosa vi dico?
    “Niente ci fà”
    Questa frase la conoscono solo i siciliani… Niente ci fa…Ti crolla il mondo addosso? Niente ci fa…
    Sveglia Favaresi!!! Alzate la testa reagite!!! ORGOGLIO, DIGNITA’, FORZA E ONORE!!!

    #1010
  3. dioscuri

    Non capisco quali intenzionalità ci fossero nelle parole della conduttrice,la quale,a mio avviso, si è chiesta quello che tutti ci chiediamo da tempo “Perchè nove anni per assegnare le case popolari?” E’ una domanda difficile? E’ una domanda pretestuosa? E’ una domanda che voleva colpevolizzare qualcuno? O semplicemente era una domanda, a cui,sindaco ed ex,potevano benissimo rispondere,per mettere fine a illazioni o a dubbi di noi cittadini? La risposta,grazie allo show dello istrione Sgarbi non è arrivata e la gente aspetta di sapere.

    #1020

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