Rigassificatore, firmato in Prefettura protocollo di legalità
In previsione dell’avvio dei lavori, che secondo la tabella di marcia dovrebbero iniziare nel corso dell’anno, questa mattina è stato siglato in prefettura un protocollo di legalità allo scopo di salvaguardare da eventuali condizionamenti o infiltrazioni mafiose le procedure la realizzazione del terminale.
A sottoscrivere il documento sono stati il prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione e l’amministratore delegato di Nuove Energie, Giuseppe Luzzio. Presenti, tra gli altri, il presidente della provincia, Eugenio D’Orsi, il sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, i comandanti provinciali dei carabinieri, Mario Di Iulio, e della Guardia di Finanza, Vincenzo Raffo e il vice presidente di Confindustria Agrigento, Piera Graceffa.
I lavori per la realizzazione del rigassificatore verranno affidati tramite un contratto d’appalto che Nuove Energie assegnerà all’Associazione Temporanea di Imprese vincitrice. “Considerando il notevole flusso di risorse finanziarie, – ha spiegato il prefetto Postiglione – la sottoscrizione del protocollo rappresenta uno strumento di garanzia per rafforzare le condizioni di legalità e sicurezza. Ma vi è di più. Nuove Energie fornirà alla Prefettura un elenco dettagliato dei lavori che verranno eseguiti e di tutti i soggetti interessati, comprese le imprese con le quali potrebbe sottoscrivere dei contratti di subappalto e si impegna inoltre a denunciare tempestivamente qualsiasi tentativo di estorsione, intimidazione o condizionamento”.
In tal senso, così come sta avvenendo per i lavori di raddoppio della SS 640, il prefetto potrà promuovere azioni di accertamento e verifica dei cantieri. Il presidente della provincia, Eugenio D’Orsi nel corso del suo breve intervento ha rimarcato invece la necessità di valorizzare le risorse agrigentine per creare i presupposti di un rilancio dell’economia locale. Appello accolto dall’amministratore delegato di Nuove Energie Luzzio, il quale ha sottolineato la volontà di lavorare in sinergia con le istituzioni locali facendo ricorso, ove possibile, all’imprenditoria locale.
“Ci attende – ha concluso Luzzio – tanto lavoro e gli ostacoli non mancheranno. Dal punto di vista occupazionale, nei quattro anni previsti per la fase di realizzazione, saranno impiegate 500 persone, fino ad un massimo di 900. Nella fase successiva saranno impiegate 200 persone, tra dirette e indirette”.










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