Favara – I diciannove? Grazie, no!
[singlepic id=268 w=320 h=240 float=left]Domenica prossima sulla crisi il sindaco incontra il centrodestra.
“L’obiettivo – si legge nel comunicato di Russello – che il primo cittadino vuole raggiungere è quello di definire gli accordi già avviati con Mpa, Forza Italia, An, Azzurri, Udc ed uscire, pertanto, dall’empasse amministrativa”.
Si dice e a parlare sono in tanti che questa è l’occasione buona per chiudere la crisi. Di più, il sindaco è determinato ad andare avanti per la sua strada che sembrerebbe essere quella di concludere l’accordo con i partiti del centrodestra chiudendo la porta al gruppo dei diciannove.
Molti di loro, tra l’altro, hanno la doppia puntata sul rosso e sul nero. Saliranno, in ogni caso, sul carro della nuova amministrazione.
Degli otto assessorati due dovrebbero essere assegnati al Movimento per le Autonomie, due all’Udc, due ad An, uno alla componente Forza Italia vicina al vicepresidente della Regione Michele Cimino e uno all’onorevole Nino Bosco.
Si dice anche che nel caso in cui i più affezionati ai “diciannove” non volessero cedere e ripiegare verso le linee espresse dall’elettorato, Mimmo Russello procederà ad assegnare gli assessorati a chi ci sta. Chi non ci sta avrà tutto il tempo per pensarci con i posti in giunta lasciati a loro disposizione.
Questo dovrebbe essere il quadro del nuovo scenario politico favarese. Il condizionale è d’obbligo che mancano tre giorni all’appuntamento e può accadere di tutto e il suo contrario. Se sarà un successo nell’aula Falcone Borsellino torneranno la maggioranza e l’opposizione senza lotte tra neri in una notte senza Luna.
I cittadini beneficeranno della presenza dell’opposizione che griderà “vendetta” sulle emergenze non risolte del paese e la maggioranza spingerà il carro dell’amministrazione sulla strada in salita del Prg, sulla definizione dei confini territoriali, sui costi e sulla qualità dei servizi comunali, sulla viabilità, sul metano e l’elenco è lungo. Con il taglio netto tra maggioranza e opposizione tornerebbe un minimo di democrazia.
I muti parleranno e i sordi udiranno.













Caro direttore,
oggi 15 gennaio 2010, leggo di buon mattino su “per la città.it” il tuo servizio, “Favara – I diciannove? Grazie, no!” – come al solito tempestivo e puntuale, e credo subito che ci sia solo da rallegrarsi perché la situazione amministrativa di Favara, anche se con ritardo, (dovuto alla lentezza e/o prudenza forse necessarie per la delicatezza della problematica, ma forse anche l’una e l’altra un po’ eccessive da parte del Sindaco), sembra avviarsi alla soluzione auspicata dalle persone più responsabili. In sostanza, come tu interpreti dal comunicato ufficiale del Sindaco, sembra ormai finalmente imminente la ricomposizione del quadro politico, voluto dai favaresi nelle ultime elezioni ed auspicato in tanti mesi di dibattito, nonché ufficialmente annunciato all’inizio dell’ottobre scorso. A questo punto è doveroso, per un verso, dare atto al Sindaco per la riuscita della sua azione di abile tessitura e, subito dopo, agli Assessori di questa Giunta cosiddetta tecnica, per avere con coraggio lavorato al meglio delle loro possibilità, in una situazione obiettivamente difficile e travagliata, prima subendo attacchi frontali da più parti e poi… nell’ultima fase, confrontandosi con quella maggioranza consiliare anomala e solo indicata da un numero, maturata, a detta di qualcuno degli artefici “sul lavoro concreto … ma che poi è cresciuta (?) e ci ha preso gusto (sic!) (gusto! di che tipo?) …” Una maggioranza consiliare , anomala e senza una precisa linea, al di là di un generico desiderio di bene per la città, da concretizzare e concordare di volta in volta, una maggioranza sorta in un momento di grande incertezza amministrativa e poi forse consolidata nel contesto di una penosa querelle tra istituzioni. e …che poi superata tale querelle è ancora durata …una maggioranza che non sembra, seriamente parlando, avere prodotto chissà quali risultati e vantaggi per Favara.
Del resto, da subito, era stata sconfessata e ripudiata – come documentato – oltre che da esponenti qualificati del centro destra, anche da autorevolissimi esponenti dello stesso PD locale e provinciale. Altro che maggioranza “trasversale…di novità positiva …, capace di una grande capacità di dialogo e di confronto”, come sostenuto da qualcuno degli artefici principali.
La verità forse è che quando si lavora, con maldestra furbizia, non si costruisce nulla di valido e non si prepara nulla di veramente nuovo. La confusione dei ruoli, che in democrazia sono quelli di maggioranza e di opposizione, stabiliti non a tavolino ma dagli elettori, anche se all’inizio sembra allettante, poi alla lunga non è mai foriera di chissà quali cose meravigliose e positive.
Adesso, con l’auspicata chiarezza, conseguente alle possibili decisioni del Sindaco, nella normalità delle regole maestre della democrazia, auguri di buon lavoro a tutti gli attori, di maggioranza e di opposizione, per continuare con tenacia in alcune positive iniziative intraprese, come quella di educare alla cittadinanza attiva ed al rispetto delle norme per mantenere pulita la città; e più in generale, auguri fervidi per un impegno ancora più qualificato ed incisivo per il bene di Favara.
Proprio di recente, Papa Benedetto ha voluto ricordare il principio cardine della Dottrina Sociale della Chiesa, che cioè la persona umana deve essere sempre al centro dell’azione politica e la sua crescita morale e spirituale deve essere la prima preoccupazione per coloro che sono chiamati ad amministrare la comunità civile. In questa impostazione culturale, è fondamentale che “quanti hanno ricevuto dalla fiducia dei cittadini l’alta responsabilità di governare le istituzioni, avvertano come prioritaria l’esigenza di perseguire costantemente il bene comune”.
Ciò soprattutto per venire incontro alle fasce più deboli purtroppo in crescita nella nostra Favara, mentre aumenta il divario e quindi il lusso da parte di ristrette fasce di privilegiati. L’obiettivo a cui tendere ancora con maggiore efficacia, deve essere la promozione di una convivenza sempre più giusta e solidale, nella linea della fermezza per evitare possibili sperperi o comunque un uso inopportuno del denaro pubblico. AUGURI.
Sac. Diego Acquisto