Il monumentale presepe di Roberto Vanadia ritorna ad Agrigento nel Palazzo Arcivescovile
Nel Natale del 2001, la Sicilia facendo proprio il messaggio di pace lanciato da sua Santità Giovanni Paolo II, inviava ad Assisi, “cattedra della Pace”, l’opera presepiale dell’artista agrigentino Roberto Vanadia. Tra le masserie ricostruite, i muretti a secco e il palmento, sulla soglia delle botteghe e nei lavatoi, in mezzo ai pascoli e all’interno delle case di calce di una Sicilia fine 800: l’uomo e Dio; l’incontro tra Fede, arte e cultura, il desiderio di una realtà fatta di Luce, Armonia, Pace che non conosce tramonto. Il presepe del maestro Vanadia, diventa, così, preghiera; una “Preghiera per la pace” che dalla Sicilia giunge ad Assisi, nella Basilica Superiore di San Francesco, per innalzarsi, dal “colle del paradiso”, a Dio.
Con la benedizione di San Francesco, profeta e testimone di pace teneramente innamorato e commosso di fronte al mistero di un Dio che si fa bambino, il “presepe” da Assisi è giunto a Wolsburg in Germania ed ha proseguito il suo viaggio per portare un messaggio di gioia e di pace, a Mosca nel Museo della cattedrale del Cristo Salvatore, cuore della cristianità ortodossa, e nell’anno successivo a San Pietroburgo nella prestigiosa “sala dei marmi” del Museo Etnografico Russo.
Oggi la monumentale opera fa ritorno ad Agrigento ed è esposta, fino al prossimo sette gennaio, nelle sale espositive del Palazzo Arcivescovile di Agrigento nell’ambito del percorso espositivo “Troverete un Bambino”.
La monumentale opera presepiale presenta la scena della Natività incastonata tra gli elementi connotativi della Sicilia pre-industriale, in un paesaggio perfettamente riconoscibile entro cui l’artista “guida” il dialogo con gli elementi: la pietra, l’acqua, il fuoco e la terra scolpendo e forgiando figure ed ambienti.
Secondo la critica accademica, Roberto Vanadia è un artista che, postosi sulla scia dei più illustri “pasturara” siciliani in grado di produrre pregevoli opere presepiali ha, dagli illustri maestri, riportato il grande mestiere della “riproduzione in piccolo”, con le sfumature e i chiaroscuri di un plastico verismo.
Ma fatto ancor più rilevante è che Vanadia nella sua opera è riuscito a creare uno spaccato di vita comunitaria ottocentesca che parla all’osservatore con il linguaggio della Sacra Rappresentazione e che porta in se la preghiera di una Sicilia della Memoria con il suo tradizionale modo di vivere il tempo di festa.
Tali aspetti sono stati posti in evidenza dalla Commissione Eredità Immateriali istituita presso l’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Sicilia, che, nel recepire la Convenzione, approvata dall’UNESCO il 17 ottobre 2003, ha iscritto nel Registro delle Eredità Immateriali – Libro dei Saperi – l’arte etnoplastica di Roberto Vanadia, quale unica espressione di particolari conoscenze e abilità necessarie e indispensabili per la produzione di plastici documenti etnografici da tutelare e salvaguardare come elementi essenziali dell’identità culturale siciliana. per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale
Così i visitatori che si accosteranno a quest’opera avranno modo di apprezzarne non solo il valore artistico, plastico e decorativo ma anche l’inequivocabile testimonianza etnostorica che l’arte di Vanadia non può che agevolare, scegliendo di parlare alla mente attraverso il cuore.
Il Palazzo Arcivescovile di Agrigento, che ospita il percorso Espositivo “Troverete un Bambino”, è aperto al pubblico fino al 7 gennaio 2010 dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 20:00











