Immigrazione: Medici senza Frontiere lascia Lampedusa

di Giorgia Lattuca

[singlepic id=989 w=320 h=240 float=left]La drastica riduzione di rifugiati e migranti, effetto della politica dei respingimenti varata dal governo italiano, costringe Medici Senza Frontiere (Msf) a chiudere il progetto a Lampedusa. Una scelta per certi versi obbligata dopo che il ministero dell’Interno si é rifiutato di firmare un nuovo protocollo di accordo e di non rilasciare il permesso necessario perchè MSF continui ad operare adeguatamente.

Sulla più grande delle isole Pelagie l’organizzazione umanitaria MSF, attiva sin dal 2002, si è occupata principalmente dello “smistamento sanitario”, essendo la prima a visitare gli immigrati clandestini appena arrivano a terra. L’organizzazione indica che dal 2005 le sue squadre mediche hanno visitato un totale di 4.550 immigrati, di cui 1.420 solamente nel periodo tra gennaio ed ottobre 2008.

La decisione di chiudere il progetto è destinata ad alimentare nuove polemiche alla luce del fatto che MSF si dice preoccupata perché in futuro non saranno più garantite le visite mediche, soprattutto in considerazione del fatto che negli ultimi anni si è evidenziato un incremento nelle patologie dei migranti dovute alle condizioni dei viaggi in mare (traumi, ipotermia, ustioni etc.). Rispetto agli anni scorsi è cambiata infatti la popolazione migrante, dal momento che sempre più persone provengono da zone di guerra o paesi colpiti da carestie, come Somalia, Eritrea, Sudan ed Etiopia.

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