Stefania Prestigiacomo fa il punto della situazione sui rifiuti in Sicilia

di Alessia Rotolo

prestigiacomo
Un’altra notte è passata a Palermo, un’altra notte di roghi di rifiuti. La città è invasa da cumuli nauseabondi di pattume per i continui disservizi dell’azienda comunale Amia, piagata dai debiti e dalla mancanza di mezzi. Nella citta’ ormai trasformata in un’immondezzaio i cittadini esasperati si liberano dell’immondizia nell’unico modo possibile, bruciandola.

Quindici gli interventi dei vigili del fuoco la scorsa notte, nei quartieri del Villaggio Santa Rosalia, Montegrappa, Zisa, dove sono stati incendiati non cassonetti ma vere e proprie discariche che si erano formate in giorni e gorni di mancata raccolta. Intanto il ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, in audizione davanti alla commissione ambiente della Camera ha fatto il punto della situazione nell’isola siciliana: “Il piano di gestione dei rifiuti in Sicilia, adottato nel dicembre del 2002, risulta praticamente inattuato e cio’ desta preoccupazione. In Sicilia le discariche sono quasi tutte piene: i tempi sono stretti altrimenti si rischia di arrivare al collasso”.

Il ministro ha sottolineando i due punti di “forte criticita’”: raccolta differenziata che “e’ inferiore al 5%” e “forti ritardi” sui termovalorizzatori. Su quest’ultimo punto, ha spiegato: “Non sono stati realizzati i 4 impianti che dovevano essere realizzati. Questo ritardo comporta sensibili rallentamenti, e ci vorrebbero altri 6 anni perche’ il sistema decolli. Ma considero questo tempo inaccettabile e porterebbe la Sicilia al collasso ambientale. Entro due anni – ha sostenuto – un termovalorizzatore dovra’ entrare per forza in funzione”. “In questo quadro fortemente negativo – ha aggiunto pero’ – la Regione Sicilia ha istituito una commissione (che parte proprio oggi) che dovra’ in 45 giorni elaborare un nuovo piano per realizzare una strategia” e nel frattempo cercare di avere “un aumento della raccolta differenziata che oggi ha risultati non soddisfacenti, non omogenei e non in linea con gli obiettivi previsti”. Il ministro ha spiegato che per stimolare un percorso di sviluppo “ci saranno dei progetti tra cui quello pilota ‘Palermo differenzia’ che prevede il 65% di raccolta differenziata, progetto che poi sara’ allargato a tutte le altre citta’” e che prevede il sistema del ‘porta a porta’ con la raccolta differenziata all’interno dei condomini.  Infine, c’e’ il problema dell’Amia, ha concluso Prestigiacomo, l’azienda municipalizzata che rischia il fallimento per la situazione economico-gestionale che “e’ particolarmente preoccupante e che se fallisce, comporterebbe tra l’altro l’arresto dei progetti che cosi’ non potrebbero andare avanti”.

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