I frati domenicani “vogliamo stare dalla parte dei poveri”

di Pino Sciumè

frati-domenicaniI Frati Domenicani dell’Italia Meridionale, al termine del Capitolo Provinciale svoltosi a Bari dal 6 al 27 luglio scorso, si dicono molto preoccupati per la critica congiuntura economica e sociale che sta interessando l’Italia. Egoismo, godimento del presente. e decisioni politico-legislative infelici fanno moltiplicare gli episodi di violenza razzista e di denuncia, da parte dei cittadini alle forze dell’ordine, del bisognoso perché infastidisce.

“Noi facciamo nostra la prospettiva evangelica del Magnificat – affermano – che peraltro si rispecchia nella storia migliore del nostro Ordine. Ci riconosciamo infatti nella Fede del Dio di Gesù Cristo, la cui misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono, perché disperde i superbi, detronizza i potenti, innalza gli umili, colma di beni gli affamati e rimanda a mani vuote i ricchi. Insomma il Dio che dà dignità a qualunque uomo perché chiunque è suo figlio, soprattutto quando segue i comandamenti, da Lui dati, della giustizia e dell’amore. Orbene, questa è pure la lunga vicenda del nostro Ordine, aperta da San Domenico, che non poteva studiare su pelli morte vedendo il prossimo morire di fame, e attraversata da Montesinos e Las Casas – per citare solo alcuni -, fieri difensori della dignità degli indios, all’epoca giudicati poco più di bestie. Pertanto, come la Parola di Dio ci chiede e il carisma domenicano ci ricorda, noi insieme chiediamo di voler stare, ancora oggi, dalla parte dei poveri e di sostenere coloro che ignorano la Verità e domandano insistentemente libertà, pace ed equità.

Non possiamo chiudere gli occhi sulla penosa e antica questione meridionale che divide l’Italia; tacere sui problemi dell’illegalità diffusa che corrompe la politica, l’economia, la vita sociale impedendo qualsiasi tipo di sviluppo; ignorare che i diritti vengono negati e concessi come favori, quali il lavoro, la giusta retribuzione, la casa; accettare lo sgretolarsi della famiglia, come del significato dell’affettività; restare indifferenti al disimpegno della responsabilità verso il bene comune.

Facendo appello alla nostra migliore tradizione di predicatori della Verità: vogliamo promuovere la formazione di una nuova generazione di uomini e donne, capaci di tessere e di costruire relazioni, sussidiarietà e solidarietà in ogni ambito della propria vita; la dignità e il ruolo del laico come corresponsabile (Benedetto XVI) della pastorale e dell’impegno nella Chiesa, come nella Società; la personale responsabilità nella formazione al pre-politico per un autentico rinnovamento della convivenza sociale”.

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