Lo Bello: “manifestazione partecipata e democratica”

di Eleonora Duse

mariella_lo_bello   A distanza di 24 ore dalla manifestazione che ha visto scendere in piazza tremila agrigentini abbiamo sentito Mariella Lo Bello, tra gli organizzatori e segretario provinciale della CGIL.

Segretario un commento sulla manifestazione di protesta per la chiusura del San Giovanni di Dio che si è svolta ieri.

Dapprincipio vorrei ringraziare l’Arcivescovo, S.E. mons. Francesco Montenegro per la sua partecipazione alla manifestazione e tutti i sacerdoti che, in questi giorni, nelle varie parrocchie della diocesi, hanno pregato perché chi di dovere venga illuminato dal Signore sulle decisioni da prendere riguardo alla vicenda dell’ospedale agrigentino. Inoltre, alla manifestazione è come se gli agrigentini si fossero riappropriati di responsabilità non più in visione delegata ma partecipata. Quindi una manifestazione grandiosa, partecipata e democratica. Le piazze, da sempre, appartengono ai cittadini, ai lavoratori e, quando questi scendono in piazza, i palazzi del potere non possono non ascoltarli.

 Il sindaco Zambuto, intervistato da una emittente locale, ha affermato che la manifestazione era “il grazie della città di Agrigento allo Stato per avere trasformato “il caso Agrigento” in una emergenza nazionale, era davvero questo il significato della manifestazione?

Assolutamente no! Non solo contesto questa affermazione ma voglio sottolineare che la manifestazione, non è nata, realizzata e sviluppata perché i cittadini hanno voluto dire grazie allo Stato, essa è nata per protestare e sensibilizzare rispetto ad un atto che sembrava volere espropriare la città del suo ospedale, non di quell’immobile. Quindi quale grazie allo Stato? I cittadini scesi in piazza non hanno ringraziato ma rivendicato un loro diritto, l’affermazione del sindaco è un paradosso.

 Come vede la decisione di nominare Bertolaso commissario giudiziario del nosocomio di contrada Consolida?

Non sono un tecnico ma ritengo che, la scelta ricaduta su Bertolaso, dopo i successi in zone sensibili, come l’Abruzzo, sia positivo, perché chi meglio del sottosegretario alla Protezione Civile potrà dire se la struttura potrà essere recuperata, in parte o nella sua totalità, se possono essere fatti interventi immediatamente o se vanno programmati. Domande, questa, a cui Bertolaso ed i suoi tecnici, sapranno dare risposta.

 Prossimi impegni della CGIL oltre quello del San Giovanni di Dio?

I fondi FAS e la loro distribuzione in Sicilia, la provincia di Agrigento, infatti, non viene toccata da questa distribuzione.

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