La Chiesa, l’unico partito di Agrigento

di Franco Pullara

110_F_11068438_5FiSHLfFF3cQ9gb8J7Aj6s0uTpsEd1NZ[1]C’è un deficit di democrazia dovuto alla non esistenza dei partiti politici che dovrebbero esserne i depositari. Chi può affermare che nel nostro territorio c’è il Pdl o il Pd? Semmai a rappresentare, o forse è meglio dire, a personificare le forze politiche sono, almeno nel caso citato, Alfano o Capodicasa. E se non loro, altri, ma in nessun caso è presente una vera e propria struttura di partito.

La macchina è solo elettorale e le sedi di partito hanno ceduto il posto alle segreterie degli onorevoli. Ieri erano in pochi a manifestare davanti alla Prefettura contro la probabile chiusura dell’ospedale San Giovanni di Dio. Sbaglia chi vuole legare la scarsa partecipazione ad una presunta insensibilità degli agrigentini, ai quali poco importerebbe dell’ospedale e degli altri problemi locali. Un fatto questo inverosimile che ha altre e diverse spiegazioni. La gente vuole essere organizzata ma la politica non regge i tempi e implode.

Per oltre mezzo secolo si è tirato a campare, mordendo la parte più sostanziosa e tornacontista e tralasciando d’amministrare realmente il territorio. E per decenni il sistema ha funzionato alimentando semplicemente le attese della gente, convinta di rispettare un fantomatico turno. Ci siamo messi in coda ad aspettare favori e benevolenze, anche quando si è trattato di diritti sacrosanti. Adesso, dicevamo, il castello si è accartocciato su se stesso, senza alzate di scudi o rivoluzioni. E’ morto per cause naturali. Hanno perso la loro identità la maggioranza e l’opposizione.

Non c’è il partito del popolo e il popolo, dal canto suo, non si riconosce in alcun partito. La Chiesa è stata l’unica in grado di organizzare una grande manifestazione popolare e a portare i dimostranti davanti al Palazzo dei Giganti, quando sindaco della città era Aldo Piazza. E domani porterà un vero corteo davanti la Prefettura.

“Riteniamo – scrive don Mario Sorce – che sia arrivato il momento di prendere coscienza della situazione e, nelle forme che la democrazia e la civile convivenza contempla, mobilitarsi e cercare di interpretare quel ruolo di cittadinanza attiva che è il primo dei doveri per un cristiano e che rappresenta un irrinunciabile presupposto per praticare la solidarietà e per mettere in campo esempi virtuosi di sussidiarietà”.

Prima di don Mario, potremmo citare le omelie dell’Arcivescovo che nulla hanno trascurato nell’analisi politica della Città dei Templi, ma tralasciamo di farlo per non allontanarci dal raccontare le esperienze di un passato recente che dimostra come solo la Chiesa è in grado di ridare il ruolo di cittadinanza alla “grande base”. Il Cartello sociale ne è stata una significativa esperienza. Il Cartello ebbe una fine non meritata ché la Uil e un po’ meno la Cisl divennero insofferenti e iniziarono a preoccuparsi sulla poco probabile nascita di un quarto sindacato. Cose della terra di Pirandello, ma così vanno. Adesso, nelle Parrocchie di Agrigento, Favara, Porto Empedocle, Aragona, Comitini, Grotte, Raffadali e l’elenco è lungo si affronta la questione dell’ospedale. La gente partecipa. C’erano una volta i partiti, ora ci sono le Chiese.

Condividi:
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Mixx
 
 

One Response articolo: “La Chiesa, l’unico partito di Agrigento”

  1. caro Franco… bella la tua provocazione…si la Chiesa è presente…lo è sempre stata…e lo sarà ancora…se non ci fossimo non saremmo …vera Chiesa… a domani per affermare ancora una volta il nostro diritto alla salute e al lavoro!!!!!!!!!! don Mario

    #84

Lascia un commento


Comitato Promotore delle Giornate per l'Economia del Mezzogiorno 2011
Stage e tirocini formativi in Confimpresa Euromed
Il bilancio 2011
del Presidente D'Orsi

Calendario

agosto: 2009
L M M G V S D
« lug   set »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31