«Agrigento non perderà il suo Ospedale»

di Ludovica Lattuca

[singlepic id=421 w=320 h=240 float=left]  Queste in estrema sintesi quanto è venuto fuori dalla riunione tenutasi presso la Prefettura di Agrigento dalla commissione parlamentare presieduta dall’onorevole Leoluca Orlando. Dopo le audizioni dell’assessore regionale alla sanità, Massimo Russo e quella del Commissario straordinario del san Giovanni di Dio, Leto, la commissione ha tenuto presso il sequestrando nosocomio della città dei Templi, una conferenza stampa nella quale sono stati esposti gli argomenti su cui i membri si sono confrontati e le soluzioni alle quali si è giunti.

Prima di dare avvio alle dichiarazioni della commissione il suo presidente, Leoluca Orlando ha tenuto a sottolineare come, la presenza della commissione oggi nella nostra città, serva a non far spegnere la luce su un caso emblematico di malaffare che vede coinvolti amministratori ed imprenditori. Tre i dati ed i punti nodali venuti fuori dall’incontro di questa mattina: la regione Sicilia si assumerà la responsabilità politica dell’intera vicenda, affinchè la cittadinanza agrigentina non venga privata del diritto alla salute, si è anche avanzata la proposta di costituirsi parte civile nel venturo processo; l’essenziale garanzia della sanità pubblica, non dovranno aversi scorciatoie che potrebbero portare vantaggio a privati operanti nel settore sanitario, l’Ospedale deve rimanere ad Agrigento ed il prefetto ha individuato i possibili siti nei quali trasferire i reparti del nosocomio; garanzia del diritto al lavoro dei dipendenti dell’azienda sanitaria. Ma Orlando ha anche precisato che la Commissione chiederà l’acquisizione degli atti processuali anche di quelli coperti dal segreto istruttorio. «Chi ha delle responsabilità in questa vicenda – ha concluso Orlando – deve pagare e rendere conto alla giustizia del male arrecato.»

Ma quello che lascia perplessi e stupefatti è che la struttura ospedaliera fosse spovvista dell’atto di collaudo e del certificato di agibilità e che molti dei medici, di conseguenza anche chi di dovere, fossero a conoscenza della mancanza di questi atti essenziali per un edificio. Se da una parte uomini privi di scrupoli si sono arricchiti utilizzano cemento depotenziato altri, con atti omissivi, hanno permesso che oggi si vivesse questo ennesimo episodio di malgoverno e mala amministrazione alla quale, purtroppo staimo facendo ormai l’abitudine, perdendo di vista quelli che sono dei nostri diritti inalienabili e non dei favori concessoci dal potente, chiunque esso sia e qualunque veste rivesta, di turno.

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